Genova brucia 2001
Dicevano: siete terroristi capelloni, non capite che stiamo lavorando per il vostro futuro. Genova 2011
Tutto solo per una questione di possesso. Ciao Carlo
video realizzato da CollettivoFabrica
GooglePlus inviti disponibili su multimediart
GooglePlus il nuovo progetto di social network di google sta facendo impazzire di curiosità moltitudini di persone online. Google tenta nuovamente la sfida a Facebook.
GooglePlus è disponibile solo su invito, (chi fosse interessato alla fine del post spiego come chiedere l’invito).
Entrato in Google+ ci si rende immediatamente conto di come sia curata l’interfaccia, ovviamente minimale in pieno stile google, leggera, fresca e veramente funzionale. Molto simile all’interfaccia di Facebook, ma sicuramente piu’ moderna, fluida e con la possibilità di condividere qualsiasi contenuto, in maniera rapida e veloce con la cerchia di persone categorizzate secondo le proprie necessità relazionali, ed è questa la differenza sostanziale che si nota subito rispetto Facebook dove di default condividiamo tutto con tutti. Su Facebook categorizzare la condivisione dei contenuti secondo gruppi di amici è macchinoso, poco intuitivo e qualche volta ci vuole veramente molta pazienza.
Su GooglePlus non appena si aggiunge un nuovo contatto siamo invitati ad inserire tale contatto in un gruppo specifico di contatti, Amici, Famiglia, Lavoro, Conoscenti ecc. Spostare gli amici da un gruppo all’atro è veramente semplice, basta trascinare il contatto da un cerchio all’altro e a dir la verità è quasi divertente.
Altra grande differenza rispetto Facebook è che l’amicizia può non essere reciproca, ovvero si può essere aggiunti alla cerchia di alcune persone che vogliono ricevere le mie condivisioni ma non per forza si devono aggiungere tali persone alla propria cerchia e ricevere i loro post, link e foto. Dopo aver aggiunto un po’ di amici, si può iniziare la condivisione di elementi.
Comunque non mi dilungo oltre, provatelo…. e credo questa volta che Facebook tremi veramente.
Chi fosse iteressao all’invito a Google Plus, lasci la mail Gmail in un commento qui sotto (basta solo la parte alla sinistra della chiocciola ovvimente non la mailnon sarà utillizzate per nessun altro scopo)
sarei inoltre grato a tutti se premete il tasto Mi piace e sul tasto +1
Enjoy
Gianfranco Toninelli
Facebook fa causa a David Fagin per spam, il giornalista e musicista li cita per 1$
Nel febbraio di quest’anno, David Fagin, giornalista di AOL scrittore e musicista, vede che le sue richieste di amicizia su Facebook sono state bloccate.
Con sua grande sorpresa scopre che il motivo del blocco è dovuto all’accusa di SPAM.
Facebook comunica poi a Fagin l’ imminente chiusura del suo account se il presunto spammer non pone fine a tale attività.
Fagin ha deciso di scrivere un articolo sulla questione. Il post può ancora essere letto su AOL News, con il titolo :”Per Facebook ora sono uno spammer“.
Lo scrittore e musicista cerca di contattare direttamente Facebook, per difendersi da tale accusa, ma
si accorge che è impossibile contattare l’assistenza Facebook, o meglio che non esiste una vera e propria
assistenza diretta per tali questioni.
All’inizio di questa settimana Facebook fa inoltre causa a David Fagin accusandolo di spam.
Fagin da parte sua annuncia quindi di voler citare Facebook in giudizio per la somma di 1$.
Con questa azione Fagin afferma che vuole attirare l’attenzione su tale fenomeno, afferma che la mancanza di assistenza da parte di Facebook per la sopra citata questione è in contraddizione con le loro politiche.
” Non è possibile aggiungere altri amici se non li conosco.
Suppongo che posso solo aggiungere persone che conosco, allora perché siamo bombardati
da centinaia di nomi e suggerimenti da parte di Facebook stesso? ”
Enjoy
Fuori lo Spam: Google aggiorna l’algoritmo di ricerca

Google da notizia in questi giorni di aver messo online un corposo aggiornamento del propio algoritmo di ricerca.
Dal Blog ufficiale di Google si legge:
” Il nostro obiettivo è semplice: dare alla gente le risposte più pertinenti alle loro domande il più velocemente possibile. Ciò richiede una costante sintonizzazione dei nostri algoritmi”.
Insomma ancora una volta google aggiorna i proprio algoritmi per migliorare la vita alle persone… forse si forse no ovviamente dipende per essere super retorico dai punti di vista.
L’aggiornamento sempre secondo quanto dicono a google, avrà ripercussioni sul circa l’11% dei risultati di ricerca (l’aggionamento per adesso è operativo solo negli USA) e non è certo poco.
Il restyling dell’algoritmo, è progettato per penalizzare nelle classifiche di ricerca i contenuti web di bassa qualità di quei siti che sono di scarso valore contenutistico per gli utenti; chissà quali saranno i fantomatici parametri con i quali lo spider di google stabilirà “lo scarso valore del contenuto”.
Google ha messo online sempre in questi giorni un’estenzione per Crhome, Personal Blocklist, con la quale è possibile bloccare siti web dai propri risultati di ricerca; le scelte fatte dall’utente possono essere comunicate a google; è ovvio che google utilizzerà questi dati per il nuovo algoritmo.
Ad ogni modo oltre agli utenti google nella sua enorme magnanimità pensa anche ai soldi e alle relazioni con i grossi soggetti produttori di contenuti; il New York Times è entrato ormai di fatto su internet con i propri contenuti a pagamento, e certamente l’aggiornamento dell’algoritmo, in ottica di eliminare contenuti duplicati, non farà che piacere Al NYT.
Altri grandi siti americani aggregatori di notizie, tremano di fronte a questa notizia; siti che pubblicano in automatico articoli sul web grazie a robots che grbbano contenuti di altri siti e li rimiscelano, rischiano seriamente di sparire; e parliamo di siti con miglioni di pagine viste al giorno, e itroiti pubblicitari di notevoli dimensioni.
Altri siti lamentano il fatto nonostante i loro contenuti siano originali e scritti da redattori umani, di essere già stati penalizzati fortementi nei risultati di ricerca di google.
Tale modifica dell’algoritmo potrebbe in qualche modo convogliare traffico verso siti social oriented come twitter e Facebook? probabilmente come sempre l’algoritmo colpirà non solo lo spam su google ma come detto sopra anche siti che spam non sono… quindi perchè non studiare novi metodi per generare traffico verso il proprio sito con altre realtà che non siano Google?
Enjoy
Gianfranco Toninelli
Facebook vale 50 miliardi di dollari
La banca d’affari Goldman Sachs ha appena investito 500 milioni di dollari in Facebook; secondo un blog del New York Times il valore dell’ azienda che fa capo a Marc Zuckerberg sarebbe ora pari a 50 miliardi di dollari (37,5 miliardi di euro).
La notizia del New York Times ha fatto subito il giro del mondo: l’investimento della banca d’affari fa volare la valutazione “ufficiale” di Facebook. Restano comunque molti dubbi e situazioni poco chiare su tale valutazione, e per la verità neppure l’operazione di Goldman Sachs scioglie il quesito della valutazione “ufficiale”. Valutazione che tecnicamente avverrà solo quando Facebook deciderà di entrare in Borsa. Zuckerberg l’ha ripetuto tre giorni fa in tv: non ha fretta. Gli analisiti prevedevano un debutto già quest’anno.
L’entrata in borsa di Facebook comunque potrebbe trovarsi di fronte diverse asperità, come le polemiche che il film “The Social Network” ha riacceso, e sopratutto gli ex compagni Harvard di Zuckerberg, Tyler e Cameron Winklevoss, che hanno chiesto al tribunale di San Francisco di rinnegare l’accordo di due anni fa con cui si arrendevano sulla primogenitura (“Mark ci ha rubato l’idea”) in cambio di un accordo da 65 milioni di dollari: 20 cash e 45 in azioni (accordo adesso contestato proprio sulla base di una valutazione della compagnia che – sostenevano già i gemelli – si avvicinava appunto ai 50 miliardi).
Godlman Sachs però ha preferito giocare d’anticipo: sempre che la Sec non coinvolga ora anche la banca d’affari nell’inchiesta aperta sulle contrattazioni segrete.
Ad ogni modo la valutazione fatta dalla banca d’affari fa di Facebook una delle più grandi aziende Usa: ora vale più di Yahoo, eBay o Time Warner.
WikiRebels – Video Documentario

Video documentario di approfondimento su Wikileaks e le persone che l’avrebbero creata ed usata.
Traduzione della prefazione in lingua inglese al documentario:
Dall’estate 2010 ad oggi, la televisione svedese ha seguito la rete dietro WikiLeaks e il suo enigmatico Editor-in-Chief Julian Assange.
I Reporters Jesper Huor e Bosse Lindquist hanno viaggiato in paesi chiave in cui opera WikiLeaks, intervistandone i membri, come Assange, il nuovo portavoce Kristinn Hrafnsson, Daniele Domscheit-Berg che sta iniziando la propria versione - Openleaks.org!
Where is the secretive organization heading? Stronger than ever, or broken by the US? Who is Assange: champion of freedom, spy or rapist? What are his objectives? What are the consequences for the internet?”
Dove è l’organizzazione segreta dietro WikiLeaks? La piu’ potente organizzazione segreta della stroia? ? Chi è Assange: campione della libertà, o dello spionaggio, o stupratore? Quali sono i suoi obiettivi? Quali sono le conseguenze per internet? ”
WikiRebels – The Documentary (1-4)
WikiRebels – The Documentary (3-4)
WikiRebels – The Documentary (4-4)
L’Europa contro Google
Manipolati i risultati di ricerca per sfavorire i concorrenti di Google, questa l’accusa dell’Antitrust della Comunità Europea nei confronti di Big G.
L’ Antitrust accusa Google di aver manomesso i risultati (SERP) offerti dal suo motore di ricerca per ostacolare rivali e in alcuni casi bloccare advertising che si porrebbero in concorrenza con i suoi servizi. Le denunce della britannica Foundem, della francese Ejustice.fr e Ciao di Bing sono dunque state prese in considerazione.
Secondo la Commissione Europea la questione è’ “prioritaria”. Dando per scontato il dominio del settore da parte del motore di ricerca (rappresenta il 90 per cento del mercato) e la conseguente posizione dominante, quello che il regolatore vuole scongiurare è che Mountain View ne abusi.
Bruxelles si concentrerà in particolare sulle politiche adottate da Mountain View per quanto riguarda il suo servizio di advertising (ADWORDS) e il ranking di servizi comparabili al suo motore di ricerca.
La situazione messa in luce dall’accusa è quella dei motori di ricerca verticali che Google considererebbe meno validi in quanto provvedono a ripubblicare contenuti di altri, e ne declasserebbe dunque il valore nel mostrarli fra i risultati: tuttavia i siti coinvolti trovano proprio nel recupero di contenuti altrui, e nella riorganizzazione di questi contenuti su base tematica o per comparazione prezzi, la loro utilità per gli utenti.
Big G ha rende noto di voler collaborare con le autorità: “C’è sempre spazio per i miglioramenti e per questo lavoreremo con la Commissione per risolvere qualsiasi dubbio”.
Enjoy
Attacco simultaneo a Facebook, Twitter e Google
Dalle 19,30 circa alle 23.10 di ieri – giovedì 23 settembre 2010 – Facebook ha avuto un incredibile down che ha riguardato tutto il mondo. In un commento al post di ieri tale “info” afferma che il problema era circoscritto all’Italia a causa del down dei DNS di Telecom Italia.
Personalmente mi sento di smentire che il crash di Facebook sia rimasto circoscritto all’Italia, da Londra amici mi riferivano l’impossibilità di raggiungere facebook, stessa zuppa mi veniva riferita da New York e da Pechino, con problemi rivelati anche per collegarsi a Twitter e a svariati servizi di google e Yahoo.
Senza dubbi il più grande momento di down degli ultimi quattro anni dei colossi americani di Internet, ma è Facebook il soggetto maggiormente colpito dal Down, durato quasi tre ore su tutto il paineta
Service Unavailable DNS Failure questo cio’ che succedeva provando a collegarsi al social network
Ad ogni modo da giorni si intuiva che ci fossero dei problemi. Il social network di Zuckerberg era lento – a volta in maniera sicuramente imbarazzante – faticava a compiere le più semplici operazioni, e già qualche giorno fa avevamo assistito ad un simile Facebook down, sebbene di durata decisamente inferiore.
Il down di Facebook ha fatto si che centinaia di migliaia di utenti, si sono dati appuntamento su Twitter che poco prima si trovava di fornte agli stessi problemi di FB, anche se solo per una ventina di minuti. Sono iniziate a circolare notizie di cio’ che stava succedendo, in molti hanno parlato di attacco ai server del socialnetwork, altri hanno fatto del buon umorismo sull’accaduto .
Messaggi molto divertenti sulle possibili conseguenze del Facebook Down – ad esempio: Breaking News: Facebook salta, cresce la produttivita’ lavorativa. Gli Usa escono dalla recessione –
Breaking News: Facebook salta a causa di un’esplosione di rifiuti di letame a Farmville.
Finalmente stamani Robert Johnson – ingegnere responsabile software di Facebook – con una dichiarazione se vogliamo in Technocrese puro, che il problema è dipeso dal sistema automatico che Facebook usa per controllare i valori di configurazione non validi nella cache del suo database. In sostanza, tutti i browser degli utenti Facebook leggevano un valore errato e cercavano di correggerlo consultando il database di Facebook… Contemporaneamente.
Il social network è stato letteralmente subissato dalle richieste e non ha retto all’impatto. Il sistema è andato in loop e – a quel punto – l’estrema ratio è stata chiudere il sito e lasciarlo nelle mani dei tecnici per la “riparazione”.
Se fosse veramente andata cosi’…. probabilmente qualcuno oggi non ha trovato la sua postazione di lavoro nella sede centrale di Facebook.
Altre fonti, con le quali sinceramente mi trovo piu’ d’accordo, parlano di un attacco hacker incrociato di nuova generazione, prima d’ora mai visto ai principali colossi della rete mondiale, partito probabilmente dal Sud America, (ma si parla anche di Cina) cominciato alle 19.30 di ieri ora di Roma. Infatti non è stato solo FB ad avere Down, il primo a cadere sotto l’incudine dei pirati informatici è stato Twitter, anche se il problema è stato relativo e circoscritto a parte degli Usa. L’assalto a suon di trojan, script e virus di altissima generazione ha raggiunto l’apice quindici minuti più tardi mandando ko Google, Yahoo e il l’impenetrabile Facebook.
E’ la prima volta nella storia che il colosso di Mountain View subisce un down così duraturo, analoghe considerazioni possone essere fatte anche per Yahoo e tutti i servizi legati alla sua piattaforma.
Secondo informazioni provenienti da diverse città italiane e estere, ci sarebbe stato un attacco ai server che gestiscono la rete mondiale della comunicazione su Internet, e Facebook è stato il soggetto maggiormente colpito.
Facebook risulta down Service Unavailable – DNS failure
Da qualche minuto risulta irraggiungibile il famoso social network Facebook in varie parti del mondo.
Per adesso non si hanno notizie certe su quali siano le cause, ma sembra evidente ormai che il problema sia legato ai server. Sulla rete stanno girando le piu’ svariate voci sull’accaduto, qualcuno parla già di attacco Hacker.
Si parla di un attacco che è partito dal Sud America, sovraccaricando i Server, prima facendo cadere Facebook negli Stati Uniti, successivamente intorno alle 21.15 anche in Europe e Asia. Alle 23 ora Italia, digitando www.facebook.com si ottiene:
Service Unavailable – DNS failure
The server is temporarily unable to service your request. Please try again later.
Reference #11.26ca16c3.1285275506.78aee64
Google vs Vietnam
Il Vietnam confinante con il Gigante cinese, sembra condividere oltre ai confini geografici anche le politiche contro Google messe in atto dalla Cina. Oggi, un portavoce di Google di fronte alla domanda se vari utenti vietnamiti
si sono trovati i pc infettati da malware per motivi politici, non ha risposto. L’altra settimana google ha dichiarato
che “macchine infette” sarebbero state usate per spiare i proprietari, e allo stesso tempo utilizzarle per attacchi DDoS contro blog con contenuti di dissenso verso il Governo Cinese.
Ma secondo il portavoce del Ministero degli Affari Esteri del Vietnam, Nguyen Phuong Nga le affermazioni di Google
sarebbero farneticanti.
Botta e risposte fra Google e governi filo cinesi quindi, e la tensione sembra oltretutto salire, da quando Big G ha deciso
di non rispettare la censura imposta da Pechino riguardo i risultati di ricerca utilizzando i server di Taiwan per aggirare il blocco cinese.
Vediamo come si evolverà la situazione, e come risponderà Google alle sempre maggiori pressione che i governi
Filocinesi stanno da qualche tempo effetuando.
Dada Music Player spopola su Facebook
Dada ha lanciato il nuovissimo Player Pro, applicazione musicale per Facebook, e sul piu’ popolare social network del mondo l’entusiasmo degli utenti per l’applicazione è salito alle stelle. Neanche un mese fa gli utenti attivi mensilmente erano circa 300.00 ad oggi sono piu’ di due milioni, con 100 mila fan; numeri in crescita costante e vertiginosa.
L’applicazione è semplicemente fantastica, un player integrato su Facebook che permette la ricerca di mp3 sul catalogo musicale dada composto da piu’ di 3 milioni di titoli; musica fruibile in streming, creazione di playlist, l’invio di mp3 e dediche musicali agli amici, download dei brani musicali e molto altro ancora. Il miglior modo per comprendere la potenza del Player Pro Dada è installarla. Operazione veramente semplice, supportata da un’ottimo help che guida passo passo alle funzionalità dell’applicazione.
Enjoy music
I Nirvana
Ho deciso di dedicare una parte del blog alla band di cui ero entusiasta durante la mia gioventu’, o come piace ricordare a me e qualche mio amico, “quando eravamo Grunge”, I Nirvana. A questo post ne seguiranno altri, dedicati alla storia di Kurt Kobain e dei Nirvana, il gruppo che ha riscritto la musica negli anni ’90.
Alla fine di ogni post un brano da ascoltare.
Enjoy
La storia dei Nirvana per la maggior parte coincide con la storia di Kurt Cobain. Lui è stato la mente ed il braccio della nascita dei Nirvana e dell’affermazione di un nuovo stile: il grunge.
20/02/1967 nasce Kurt Donald Cobain da Donald Cobain (meccanico) e sua madre Wendy (casalinga) , tre anni dopo nasce Kim, la sorella. Vivono ad Aberdeen nello stato di Washington. Città grigia, piovosa da dove nulla arriva e nulla esce. Le vetrine sono piene di motoseghe, il taglio e il trasporto di legname sono l’attività principale dei 15000 abitanti. La percentuale di suicidio è la più alta della nazione, l’alcolismo dilaga ed il crack distrugge le giovani menti. Nemmeno il passato di questa città porta buoni ricordi; è stato un gran bordello, nel vero senso della parola, fino agli anni 50.
Eppure niente riusciva a incupire l’animo di Kurt, da piccolo si alzava sempre entusiasta del nuovo giorno ed i medici l’avevano addirittura etichettato come iperattivo. Già a 2 anni inizia ad avere interesse per la musica e strimpella la chitarra. Diceva di voler diventare una rockstar e ascoltava i Beatles simulando di suonare con la chitarra. Prende lezioni di batteria a tre anni e non imparava a leggere la musica, guardava quello che faceva un suo compagno e lo imitava.
Google entra nella banda larga: connessioni in fibra ottica da 1 gigabit al secondo
Rumor in rete sull’interessamento di Google alla banda larga giravano da tempo, ma con l’annuncio dal suo blog Big G rende ufficiale l’ingresso nel mondo delle connessioni in fibra ottica.
“Forniremo connessioni internet a una velocità oltre 100 volte maggiore rispetto a quelle attuali”. Questo l’annuncio dato, un passo destinato a portare scompiglio nel mercato degli internet service provider.
Continuano da Mountain View Minnie Ingersoll e James Kelly, product manager di Google : “Stiamo progettando di costruire e testare una serie di reti broadband ultra-veloci in un limitato numero di località negli Stati Uniti”. “Forniremo connessioni in fibra ottica da 1 gigabit al secondo. Vogliamo offrire il servizio a prezzi competitivi e pensiamo di raggiungere fino a 500 mila persone”.
Google aveva dichiarato circa un anno fa, che connessioni molto più veloci di quelle attuali sarebbero state fondamentali per sviluppare applicazioni di nuova generazione. Ingersoll e Kelly confermano che uno degli obiettivi della sperimentazione sarà capire quello che sviluppatori e utenti possono fare quando hanno a disposizione connessioni super. “Immaginate di poter scaricare un intero film in alta definizione in meno di cinque minuti. O di poter collaborare con compagni di classe sparsi per il mondo mentre guardate una lezione universitaria in 3d”, si legge nel post. “Un accesso a internet ultra-veloce potrà rendere possibili queste e altre cose simili”.
In pieno stile Google, promette che la sua rete in fibra ottica “sarà gestita in maniera aperta, non discriminatoria e trasparente”. L’ingresso annunciato da” Big G” nel mercato banda larga sicuramente creerà polemiche tra chi ritiene che l’azienda di Larry Page e Sergey Brin stia assumendo un peso eccessivo in troppi settori, dalla comunicazione, alla telefonia, alla pubblicità. Anche anche i grandi provider statunitensi, sicuramente impensieriti dalla comparsa di un nuovo concorrente che sul mercato vale oltre 140 miliardi di dollari, non tarderanno a far sentire la propria voce.
La nuova iniziativa si baserà anche sull’esperienza della copertura wi-fi di Mountain View, la località californiana che ospita il quartier generale di Google e che, per questo motivo, gode di accesso a internet gratuito in mobilità per tutti. L’azienda spera di trovare anche nuovi sistemi di produrre e posare i cavi in fibra ottica, condividendo i risultati con industria e ricercatori. Come primo passo, Google ha creato una pagina nella quale le comunità interessate alla sperimentazione potranno farsi avanti, chiedere informazioni e dare consigli.
Enjoy
Google Buzz
Ieri Google ha annunciato il lancio di un nuovo servizio chiamato Buzz;
Buzz è uno strumento per condividere materiali fra utenti e organizzare al meglio
la loro “esperienza sociale”.
Continua quindi la corsa di google nel mondo dei social network e contrastare i “l’attacco” di Facebook e Twitter
a Gmail.
Possiamo definire Google Buzz G-mail potenziata, infatti se vi loggate sul vostro account
gmail, troverete una nuova linguetta “Buzz” nel menu di sinistra subito dopo la linguetta “In Box”.
Gli utenti grazie a Buzz potranno veder comparire qualsiasi contenuto che è condiviso dai propri contatti di posta elettronica e chat.
Come avviene con Facebook, quindi, possiamo pubblicare link, testi e fotografie prese dal web, video estrapolati da YouTube o messaggi inviati su Twitter.
Inoltre, per ogni contenuto l’utente puo’ decidere se condividerlo con tutti o soltanto con i propri contatti.
Buzz è collegato con la casella “posta in arrivo” di G-mail che si aggiornerà quando altri utenti commentano o replicano a un contenuto pubblicato dal proprietario della posta elettronica.
Google segnalerà poi le discussioni considerate più popolari, anche se il loro autore non fa parte del gruppo di contatti.
Big G quindi riprova ad affermarsi nel mondo dei social network; riprova perchè nel 2004 lancia Ortuk, social network diffuso soprattutto in Brasile e India, ma snobbato dagli americani.
Continua poi la sua corsa con Sidewiki, funzionalità che permette di inserire commenti su qualunque pagina in rete,
oltrepassando i “moderatori” ed infine Google Friend Connect, il competitor di Facebook Connect.
La mossa di Google con il lancio di G-mail Buzz ha come scopo il cercare di invertire la tendenza che vede la posta elettronica sempre meno usata, specie da alcune fasce di utenti, che si servono ormai per comunicare dei social network. Secondo una recente indagine Nielsen, infatti, le persone che popolano le reti sociali hanno superato quelle che usano le e-mail di diversi milioni.
Intanto, secondo indiscrezioni, sembrerebbe che Facebook si stia preparando per disturbare G-mail.
Il popolare social network, infatti, sembra che vuole trasformare il suo sistema di messaggistica in un vero e proprio
servizio e-mail. Il progetto dovrebbe chiamarsi “Titan”.
Intanto si attendono da Mountain View affermazioni ufficiali su Buzz. E, se e quando arriveranno, si potrà dichiarare
aperta ufficialmente la “guerra” anche tra Google e Facebook.
Di seguito il video
Enjoy
Google presente il proprio tablet
Con il tocco di un dito si apre la posta elettronica di Gmail; contemporaneamente con la mano destra facciamo partire la navigazione in rete, salva fotografie e organizza le finestre all’interno dello schermo. iPad di Apple?
No… stavolta sono quei bravi ragazzi di Mountain View a parlare di quello che Google potrebbe presto presentare, e che si pone come valida alternativa alla “tavoletta elettronica” sensibile al tatto appena lanciata da Apple. Continua quindi la saga della “guerra” tra Google e Apple, dopo il lancio di Android, il sistema operativo per cellulari avversario dell’iPhone.
La notizia è stata pubblicata senza fare troppo rumore sul blog di Google dedicato allo sviluppo del sistema operativo Chrome addirittura due giorni prima della presentazione, in pompa magna, dell’iPad di Apple. Ma solo da qualche ora ha iniziato a fare il giro del mondo. Google, secondo le poche informazioni ufficiali affiancate da alcune foto e da un video di quaranta secondi, starebbe pensando dunque a un tablet che potrebbe avere uno schermo grande tra i 5 e i 10 pollici, potrebbe supportare i gesti delle mani (quei movimenti delle dita che permettono, ad esempio, di fare lo zoom su una foto o andare avanti o indietro mentre si naviga in rete) e potrebbe avere un’interfaccia intuitiva con menu unificati che permettono, attraverso una grafica accattivante, di lanciare con pochi gesti una ricerca su internet, la consultazione delle ultime notizie, la posta elettronica o una pagina bianca su cui scrivere.
Ma la novità più grande potrebbe essere il “multitasking”, ovvero quella caratteristica tipica dei computer – ma non presente nell’iPhone e molto probabilmente neanche nell’iPad – che permette di lanciare diverse applicazioni nello stesso momento, navigando su internet e prendendo appunti, ad esempio, o consultando la posta elettronica mentre si guardano le foto dell’ultima vacanza e si ascolta musica.
Oltre a una gran velocità e alla fluidità di movimento, nel video si notano anche una grande tastiera virtuale, che l’utente può spostare o ridimensionare a proprio piacimento all’interno dello schermo, e barre di navigazione Web poste in luoghi insoliti, come il bordo sinistro dell’apparecchio. E c’è già chi scommette che il nuovo tablet potrebbe essere equipaggiato con tutte quelle funzioni che moltissimi utenti lamentano come mancanti nell’iPad: dal multitasking, di cui abbiamo già parlato, al supporto alle applicazioni Web in Flash; dalla foto-videocamera a un’entrata Usb (che manca su Ipad) e quindi a sistema di gestione dei file; dalla possibilità di poter mostrare video in qualità Full Hd e l’ormai fondamentale un’uscita Hdmi compatibile con i più moderni schermi televisivi.
Google, considerato il clamore che la notizia ha avuto, si è affrettata a spiegare che l’interfaccia grafica mostrata è solamente un “concept”, un’idea, e che il design è soggetto a cambiamenti: si tratta, infatti, di un primo prototipo che ancora non esiste nella realtà. Ma sono in molti a pensare che il video e le foto sono stati diffusi per far parlare di sé, un buon viral quindi, soprattutto tra gli appassionati del settore e nelle fila degli scontenti dell’iPad. “L’interfaccia grafica – spiegano da Mountain View- è ancora in fase di sviluppo e continuerà a evolvere fino a quando non determineremo quale sarà più intuitiva e funzionale per i nostri utenti”.
Secondo numerosi analisti il progetto resterà però sulla carta almeno per un altro po’ di tempo, probabilmente per studiare una vera e propria controffensiva al lancio di iPad, che in Italia dovrebbe arrivare a fine marzo. La notizia è stata anche confermata da Anthony Petts, direttore marketing di Htc per Australia e Nuova Zelanda, con cui Google potrebbe allearsi per la fabbricazione del prodotto: la progettazione sarebbe in fase avanzata, ma attualmente “si è fermata”. Altri segnali arrivano anche da ambienti editoriali secondo cui molto presto, oltre ad Apple, un nuovo “gigante” potrebbe affiancare i lettori di e-book e quindi fare competizione al “Kindle” di Amazon.
Enjoy
Dada Music Player su Facebook
Piu’ di 8000 fan , 28.000 utenti attivi mensilmentee in costante crescita, Dada Music Player l’applicazione sviluppata per Facebook da dada, rappresenta ad oggi una delle migliori situazioni musicali presenti su Facebook.
Il catalogo offre piu’ di 3 milioni di mp3, liberamente fruibili in streaming navigando su Facebook con la possibilità di scaricarli legalmente in alta qualità.
Gli utenti Facebook leggendo le recenzioni lasciate sul profilo dell’applicazione apprezzano vivamente il servizio; di questi giorni l’introduzione della nuova funzionalità “multidedica“ con la quale è possibile dedicare brani del catalogo a piu’ amici contemporaneamente.
Regalando una canzone ai propri amici invitandoli a far parte della community musicale si guadagnano crediti per scaricare Mp3 .
Facebook parla di tutela della privacy
Sempre piu’ spesso Facebook viene accusato di violazione della privacy e di gestione dei dati degli utenti
poco chiara. Ecco che in occasione del “Data Privacy Day” il social network piu’ popolare del momento
per dimostrare di essere sensibile ai temi della privacy, pubblica delle relazioi di politici riguardo il tema. Certo
i politici probabilmente sono le persone meno adatte con cui parlare di privacy;
intenzionalmente violano sempre piu’ spesso la nostra vita privata con spot
elettorali e non solo, via email per telefono e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, ma questa è un’altra storia.
I sei politici interpellati sono rappresentanti di enti che si occupano in vari paesi di privacy:
Il capo del French Data Protection Commission, il commissario australiano dell’ufficio Privacy,
il commissario dell’Ontario dell’ufficio Privacy e tre rappresentati del governo U.S.
La maggior parte di questi interventi sono risultati noiosi e alquanto autoreferenziali,
discorsi privi di senso auto-promozioni, come al solito i politici di turno non hanno perso
l’occasione di fare pubblicittà a loro stessi.
L’impressione è che la mossa fatta da Facebook sia quella di far vedere che hanno a cuore la nostra privacy,
ma sopratutto di avere amicizie nelle alte sfere della politica non solo americana ma internazionale.
Riporto le parole di Stephen Balkam, CEO del Family Online Safety Institute’s: “le persone troppo spesso non leggono
le clausule sulla privacy quando si iscrivono a un servizio, sopratutto sul web”, continua dicendo che
il Data Privacy Day è il momento di riflettere e informarzi sulla fine che fanno i propri dati una volta che sono
su internet.
Enjoy
This Is It – Il Sequel del video Michael Jackson’s Thriller Inmates
Centinaia di detenuti che danzano sulle note del brano inedito di Michael Jackson “This Is It”, il video è una sorta di di sequel di uno dei video virali più popolari di tutti i tempi; parliamo di due anni fa, quando in un video con 1.500 detenuti nelle Filippine confinati nel carcere di ‘Cebu Provincial Detention and Rehabilitation Center’ ballavano sulle note “Thriller” , il video su YouTube da allora è stato visualizzato oltre 37 milioni di volte.
Il direttore della prigione Byron F. Garcia ha pubblicato diversi video ispirati a Micheal Jackson facendo diventare il carcere anche meta turistica. Vengono organizzate performace mensili, durante la quale si vendono camicie e souvenir, offrendo l’opportunità ai visitatori di scattare foto con i detenuti che danzano.
Nessuno dei videosucessivi si sono avvicinati comunque al successo avuto dal virale di “Thriller”. Il nuovo video è stato realizzato grazie al coreografo di MJ, Travis Payne. Lui e due ballerini (Daniel Celebre e Dres Reid) hanno insegnato ai detenuti tutti i passaggi del ballo. Ecco quindi di seguito il nuovo video sulla base di “This Is It” (impostato su “They Don’t Care About Us”) e ormai, ed è il caso di dirlo il classico “Thriller” . Video simili a questi stanno spopolando e diventando molto popolari sulla rete.
Enjoy.
“They Don’t Care About Us”/”This Is It”
“Thriller”
Pompei su Street View
Il Ministero dei Beni Culturali italiano e Google, hanno stretto un accordo di collaborazione grazie al quale da poche ore è possibile, su Street View, effettuare una passeggiata virtuale tra le vie di Pompei.
Pompei fu sepolta nel giro di poche ore da una eruzione vulcanica nel 79 d.C., questo evento ne preservò nel tempo le bellezze architettoniche, venute alla luce nel 18° secolo.
La possibilità offerta dai nuovi strumenti come Street View (compreso in Google Maps), ha un enorme valore per la promozione turistica nel mondo, cosi come affermato da Mario Resca, responsabile della valorizzazione culturale del MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali).
Street View permette ora di effettuare un tour all’altezza delle strade di Pompei, si possono visitare gli scavi ed i resti delle ville romane. L’iniziativa potrebbe incrementare le visite reali da parte dei turisti italiani e stranieri.
Prodigy, crea il video per il brano "Run With The Wolves"
Interessante iniziativa dei Prodigy, che lanciano il contest per la creazione del video per il brano “Run With The Wolves”.
Il vincitore si aggiudicherà 3.000 £. Chi sa’ magari sperano di trovare fra ragazzini e utenti maniaci di post produzione audio-video il nuovo David Fincher; o forse si sono bruciati tutti i soldi (come potrebbe essere sucesso lascio a voi immaginarlo) per potersi permettere un regista affermato, e il caso di dirlo, di necessità virtu’.
Sotto il video


