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Facebook fa causa a David Fagin per spam, il giornalista e musicista li cita per 1$

facebook spamNel febbraio di quest’anno, David Fagin, giornalista di AOL scrittore e musicista, vede che le sue richieste di amicizia su Facebook sono state bloccate.
Con sua grande sorpresa scopre che il motivo del blocco è dovuto all’accusa di SPAM.
Facebook comunica poi a Fagin l’ imminente chiusura del suo account se il presunto spammer non pone fine a tale attività.

Fagin ha deciso di scrivere un articolo sulla questione.  Il post può ancora essere letto su AOL News, con il titolo :”Per Facebook ora sono uno spammer“.

Lo scrittore e musicista cerca di contattare direttamente Facebook, per difendersi da tale accusa, ma
si accorge che è impossibile contattare l’assistenza Facebook, o meglio che non esiste una vera e propria
assistenza diretta per tali questioni.

All’inizio di questa settimana Facebook fa inoltre causa a David Fagin accusandolo di spam.
Fagin da parte sua annuncia quindi di voler citare Facebook in giudizio per la somma di 1$.
Con questa azione Fagin afferma che vuole attirare l’attenzione su tale fenomeno, afferma che la mancanza di assistenza da parte di Facebook per la sopra citata questione è in contraddizione con le loro politiche.

” Non è possibile aggiungere altri amici se non li conosco.
Suppongo che posso solo aggiungere persone che conosco, allora perché siamo bombardati
da centinaia di nomi e suggerimenti da parte di Facebook stesso? ”

Enjoy


Facebook vale 50 miliardi di dollari

facebook vale 50 milardi di dollari

La banca d’affari Goldman Sachs ha appena investito 500 milioni di dollari in Facebook; secondo un blog del New York Times il valore dell’ azienda che fa capo a Marc Zuckerberg sarebbe ora pari a 50 miliardi di dollari (37,5 miliardi di euro).
La notizia del New York Times ha fatto subito il giro del mondo: l’investimento della banca d’affari fa volare la valutazione “ufficiale” di Facebook. Restano comunque molti dubbi e situazioni poco chiare su tale valutazione, e per la verità neppure l’operazione di Goldman Sachs scioglie il quesito della valutazione “ufficiale”. Valutazione che tecnicamente avverrà solo quando Facebook deciderà di entrare in Borsa. Zuckerberg l’ha ripetuto tre giorni fa in tv: non ha fretta. Gli analisiti prevedevano un debutto già quest’anno.
L’entrata in borsa di Facebook comunque potrebbe trovarsi di fronte diverse asperità, come le polemiche che il film “The Social Network” ha riacceso,  e sopratutto gli ex compagni Harvard di Zuckerberg, Tyler e Cameron Winklevoss, che hanno chiesto al tribunale di San Francisco di rinnegare l’accordo di due anni fa con cui si arrendevano sulla primogenitura (“Mark ci ha rubato l’idea”) in cambio di un accordo da 65 milioni di dollari: 20 cash e 45 in azioni (accordo adesso contestato proprio sulla base di una valutazione della compagnia che – sostenevano già i gemelli – si avvicinava appunto ai 50 miliardi).

Godlman Sachs però ha preferito giocare d’anticipo: sempre che la Sec non coinvolga ora anche la banca d’affari nell’inchiesta aperta sulle contrattazioni segrete.
Ad ogni modo la valutazione fatta dalla banca d’affari fa di Facebook una delle più grandi aziende Usa: ora vale più di Yahoo, eBay o Time Warner.


Attacco simultaneo a Facebook, Twitter e Google

attacco hacker facebookDalle 19,30 circa alle 23.10 di ieri – giovedì 23 settembre 2010 – Facebook ha avuto un incredibile down che ha riguardato tutto il mondo. In un commento al post di ieri tale “info” afferma che il problema era circoscritto all’Italia a causa del down dei DNS di Telecom Italia.
Personalmente mi sento di smentire che il crash di Facebook sia rimasto circoscritto all’Italia,  da Londra amici mi riferivano l’impossibilità di raggiungere facebook, stessa zuppa mi veniva riferita da New York e da Pechino, con problemi rivelati anche per collegarsi a Twitter e a svariati servizi di google e Yahoo.
Senza dubbi il più grande momento di down degli ultimi quattro anni dei colossi americani di Internet, ma è  Facebook il soggetto maggiormente colpito dal Down, durato quasi tre ore su tutto il paineta

Service Unavailable DNS Failure questo cio’ che succedeva provando a collegarsi al social network

Ad ogni modo da giorni si intuiva che ci fossero dei problemi. Il social network di Zuckerberg era lento – a volta in maniera sicuramente imbarazzante – faticava a compiere le più semplici operazioni, e già qualche giorno fa avevamo assistito ad un simile Facebook down, sebbene di durata decisamente inferiore.

Il down di Facebook ha fatto si che centinaia di migliaia di utenti, si sono dati appuntamento su Twitter che poco prima  si trovava di fornte agli stessi problemi di FB, anche se solo per una ventina di minuti.  Sono iniziate a circolare  notizie di cio’ che stava succedendo, in molti hanno parlato di attacco ai server del socialnetwork, altri hanno fatto del buon umorismo sull’accaduto .

Messaggi molto divertenti sulle possibili conseguenze del Facebook Down – ad esempio:  Breaking News: Facebook salta, cresce la produttivita’ lavorativa. Gli Usa escono dalla recessione –
Breaking News: Facebook salta a causa di un’esplosione di rifiuti di letame a Farmville.

Finalmente stamani Robert Johnson – ingegnere responsabile software di Facebook – con una dichiarazione se vogliamo in Technocrese puro, che il problema è dipeso dal sistema automatico che Facebook usa per controllare i valori di configurazione non validi nella cache del suo database. In sostanza, tutti i browser degli utenti Facebook leggevano un valore errato e cercavano di correggerlo consultando il database di Facebook… Contemporaneamente.
Il social network è stato letteralmente subissato dalle richieste e non ha retto all’impatto. Il sistema è andato in loop e – a quel punto – l’estrema ratio è stata chiudere il sito e lasciarlo nelle mani dei tecnici per la “riparazione”.
Se fosse veramente andata cosi’…. probabilmente qualcuno oggi non ha trovato la sua postazione di lavoro nella sede centrale di Facebook.

Altre fonti, con le quali sinceramente mi trovo piu’ d’accordo, parlano di un attacco hacker incrociato di nuova generazione, prima d’ora mai visto ai principali colossi della rete mondiale, partito probabilmente dal Sud America, (ma si parla anche di Cina) cominciato alle 19.30 di ieri ora di Roma. Infatti non è stato solo FB ad avere Down, il primo a cadere sotto l’incudine dei pirati informatici è stato Twitter, anche se il problema è stato relativo e circoscritto a parte degli Usa. L’assalto a suon di trojan, script e virus di altissima generazione ha raggiunto l’apice quindici minuti più tardi mandando ko Google, Yahoo e il l’impenetrabile Facebook.
E’ la prima volta nella storia che il colosso di Mountain View subisce un down così duraturo, analoghe considerazioni possone essere fatte anche per Yahoo e tutti i servizi legati alla sua piattaforma.

Secondo informazioni provenienti da diverse città italiane e estere, ci sarebbe stato un attacco ai server che gestiscono la rete mondiale della comunicazione su Internet, e Facebook è stato il soggetto maggiormente colpito.


Facebook risulta down Service Unavailable – DNS failure

Da qualche minuto risulta irraggiungibile il famoso social network Facebook in varie parti del mondo.
Per adesso non si hanno notizie certe su quali siano le cause, ma sembra evidente ormai che il problema sia legato ai server. Sulla rete stanno girando le piu’ svariate voci sull’accaduto, qualcuno parla già di attacco Hacker.
Si parla di un attacco che è partito dal Sud America, sovraccaricando i Server, prima facendo cadere Facebook negli Stati Uniti, successivamente intorno alle 21.15 anche in Europe e Asia. Alle 23 ora Italia, digitando www.facebook.com si ottiene:
Service Unavailable – DNS failure

The server is temporarily unable to service your request. Please try again later.
Reference #11.26ca16c3.1285275506.78aee64


Dada Music Player spopola su Facebook

Dada ha lanciato il nuovissimo Player Pro, applicazione musicale per Facebook, e sul piu’ popolare social network del mondo l’entusiasmo degli utenti per l’applicazione è salito alle stelle.  Neanche un mese fa gli utenti attivi mensilmente erano circa 300.00 ad oggi sono piu’ di due milioni, con 100 mila fan; numeri in crescita costante e vertiginosa.

L’applicazione è semplicemente fantastica, un player integrato su Facebook che permette la ricerca di mp3 sul catalogo musicale dada composto da piu’ di 3 milioni di titoli;  musica fruibile in streming, creazione di playlist, l’invio di mp3 e dediche musicali agli amici, download dei brani musicali e molto altro ancora. Il miglior modo per comprendere la potenza del Player Pro Dada è installarla. Operazione veramente semplice, supportata da un’ottimo help che guida passo passo alle funzionalità dell’applicazione.

Enjoy music


Dada Music Player su Facebook

Piu’ di 8000 fan , 28.000 utenti attivi mensilmentee in costante crescita, Dada Music Player l’applicazione sviluppata per Facebook da dada, rappresenta ad oggi una delle migliori situazioni musicali presenti su Facebook.
Il catalogo offre piu’ di 3 milioni di mp3,   liberamente fruibili in streaming navigando su Facebook con la possibilità di scaricarli legalmente in alta qualità.
Gli utenti Facebook leggendo le recenzioni lasciate sul profilo dell’applicazione apprezzano vivamente il servizio;  di questi giorni l’introduzione della nuova funzionalità multidedica con la quale è possibile dedicare brani del catalogo a piu’ amici contemporaneamente.
Regalando una canzone ai propri amici invitandoli a far parte della community musicale si guadagnano crediti per scaricare Mp3 .


Facebook parla di tutela della privacy

Sempre piu’ spesso Facebook viene accusato di violazione della privacy e di gestione dei dati degli utenti
poco chiara. Ecco che in occasione del “Data Privacy Day” il social network piu’ popolare del momento
per dimostrare di essere sensibile ai temi della privacy, pubblica delle relazioi di politici riguardo il tema. Certo
i politici probabilmente sono le persone meno adatte con cui parlare di privacy;
intenzionalmente violano sempre piu’ spesso la nostra vita privata con spot
elettorali e non solo, via email per telefono e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, ma questa è un’altra storia.

I sei politici interpellati sono rappresentanti di enti che si occupano in vari paesi di privacy:
Il capo del French Data Protection Commission, il commissario australiano dell’ufficio Privacy,
il commissario dell’Ontario dell’ufficio Privacy e tre rappresentati del governo U.S.

La maggior parte di questi interventi sono risultati noiosi e alquanto autoreferenziali,
discorsi privi di senso auto-promozioni, come al solito i politici di turno non hanno perso
l’occasione di fare pubblicittà a loro stessi.

L’impressione è che la mossa fatta da Facebook sia quella di far vedere che hanno a cuore la nostra privacy,
ma sopratutto di avere amicizie nelle alte sfere della politica non solo americana ma internazionale.

Riporto le parole di Stephen Balkam, CEO del Family Online Safety Institute’s: “le persone troppo spesso non leggono
le clausule sulla privacy quando si iscrivono a un servizio, sopratutto sul web”, continua dicendo che
il Data Privacy Day è il momento di riflettere e informarzi sulla fine che fanno i propri dati una volta che sono
su internet.
Enjoy


Facebook lancia la versione lite

facebook-liteFacebook Lite, lanciato dal popolare social network per far si che utenti dotati di connessioni lente o pc poco potenti siano in grado di utilizzare comunque il sito sociale, e cosi’  competere con altre reti sociali dall’interfaccia più snella.
Per adesso ufficialmente accessibile solo dagli Usa e dall’India, è comunque possibilie entrare anche se siete in Italia; digitare l’indirizzo http://lite.facebook.com/, poi accedere con il vostro account e navigare fino alle impostazioni, a questo punto cambiare la lingua da Italiano a English (UK) o English (US), e poi uscire dal network attraverso la procedura di log-out. Successivamente, riaccedere a http://lite.facebook.com/ con i vostri dati, ed ecco la versione Lite di Facebook.


Facebook compra Friendfeed

frienfeedFacebook il più grande social network del mondo,  ha annunciato ieri di aver acquistato Friendfeed popolare servizio di lifestreaming, start-up californiana fondata da quattro ex dipendenti di Google.  Secondo alcuni blog statunitensi l’operazione si aggirerebbe intorno ai 50 milioni di dollari. I dodici dipendenti di Friendfeed saranno ora assunti dal colosso di Mark Zuckerberg, dove si occuperanno dello sviluppo di nuove funzionalità. Non è ben chiaro se in futuro Friendfeed chiuderà i battenti.

COS’E’ FRIENDFEED - Poco noto tra il pubblico di massa, ma molto apprezzato all’interno della comunità geek, Friendfeed è un aggregatore che permette di riunire in unico luogo tutte le attività svolte online. Dagli addetti ai lavori viene definito un sito di “social-streaming“. Basta registrarsi, indicare quali sono i servizi 2.0 a cui si è iscritti (YouTube, Last.fm, Twitter, Facebook, il blog – ma ce ne sono centinaia) e il sistema si preoccuperà poi di organizzarle un unico flusso personalizzato che si aggiorna in tempo reale. Il tutto con la possibilità di aggiungere amici, in modo da visualizzare i loro aggiornamenti, lasciare un commento o un semplice “Like” (mi piace).  Friendfeed può essere considerato una versione più evoluta di Twitter,  oppure una versione più elegante e minimale di Facebook. Sono questi i motivi  per la quale  la start-up ha attirato da subito gli utenti più avanzati della rete, arrivando a raccogliere circa 1 milioni di iscritti, tra cui anche una discreta community italiana.

Facebook ne motiva l’acquisizione : “acquistare” nuovi sviluppatori di talento.  I fondatori di Friendfeed sono tra i migliori ingegneri web presenti sul mercato. I co-fondatori sono tutti ex-dipendenti di Google, dove in passato hanno realizzato servizi di successo come Gmail, Google Maps, AdSense. Ma il vero motivo che non emerge dai comunicati ufficiali è un altro. E altrettanto semplice: Mark Zuckerberg spera in questo modo di frenare la rapida ascesa di Twitter, il sito di microblogging più gettonato del momento (che Facebook di recente aveva tentato di acquistare, senza successo). La posta in gioco è il controllo di quella che viene definita the-next-big-thing della rete: il web in tempo reale. 3vz7gdn9e4


Facebook su Nokia Ovi

Facebook è disponibile da qualche tempo su una serie di telefoni cellulari, comè iPhone, Blackberry, e piu recentemente, Windows Mobile.
Solo dopo una settimana dal lancio del Nokia Ovi applicazione negozio di telefonia mobile, ecco che Facebook fa il suo debutto come uno Ovi app.

La versione di Facebook su Ovi, ha piu’ o meno tutte le funzioni già presenti nelle altre versioni mobil di Facebook;
capacità di caricare foto, aggiornare mood, controlla la casella di posta, gestire profilo e account.
Tuttavia, manca un’applicazione molto importante e molto cara agli utenti: Fb Chat.

Facebook sta entrando sempre piu’ nella vita di ogni individuo, creando la dipenndenza di sempre piu’ persone verso la più grande rete sociale
della Terra.

Quale sarà la prossima piattaforma mobile che integrerà Facebook? Attendiamo


Il Vaticano su Facebook

Il Vaticano non rimane indifferente al social network del momento Facebook, e dopo l’apertura del canale su youtube ecco che la Chiesa Cattolica lancia il suo messaggio di evangelizzazione anche su Facebook.
Lo stesso Papa Bendetto XVI, ha deciso di percorrere la strada del Web2.0 attivando un proprio profilo sul più noto dei social network: quel Facebook di cui parlavamo prima e che riveste sempre più un ruolo sociale, al punto da essere stato selezionato dal Pontefice quale strumento di “divulgazione del sentimento cristiano”. Grazie all’applicazione per Facebook scaricabile dal portale Pope2You, chiunque potrà ricevere immagini del Papa e i suoi messaggi.

Le logiche di marketing della spiritualità e il cercare di riavvicinare i giovani e i giovanissimi alla chiesa cattolica hanno la meglio sugli esponenti piu’ scettici di questa istituzione che fino a poco tempo fa
si scagliavano contro i social network, definendoli canali per la “mercificazione delle relazioni familiari”.
La presa di posizione diretta del Santo Padre, assume di certo un ruolo e un peso differente e poco importa se, almeno per ora Papa Benedetto XVI non scriverà direttamente i messaggi sul suo profilo, quel che conta è il valore simbolico di una simile decisione.


Facebook pericolo di phishing da FBstarter

Dopo la tecnica di phishing su Facebook segnalata qualche tempo fa, una nuova allerta per gli iscritti al social network arriva da un altro tentativo da parte dei soliti ignoti di impossessarsi delle credenziali d’accesso, inviando messaggi alla lista degli amici di chi è già caduto nella trappola scrivendo messaggi del tipo Look at this! fbstarter.com.

Il sito in questione finisce per mostrare una pagina di login in tutto e per tutto simile a quella di Facebook, tranne che ovviamente per il suo indirizzo a cui dunque occorre prestare attenzione insieme alla variante fbaction.net. Proprio facendo lo pseudo-login nelle due pagine si finisce per dare ai malintenzionati la possibilità di contattare tutti i nostri amici, per cui se vedete qualcuno mandarvi questo tipo di messaggio ditegli di cambiare immediatamente password onde evitare spiacevoli sorprese.facebook_big


Facebook Connect per iPhone

Dave Morin, il senior platform manager di Facebook, ha annunciato il lancio di Facebook Connect iPhone. Non spendo nessuna parola riguardo a Facebook, visto che, parecchie persone ormai lo utilizzano quotidianamente. Ma introduciamo questo nuovo servizio, che aiuterà gli sviluppatori per iPhone ad integrare Facebook nelle loro applicazioni , permettendo agli utenti finali di connettersi con i propri amici su Facebook utilizzando le loro applicazioni preferite.

facebookconnect

Cosa possono fare gli utenti di Facebook con il loro iPhone :

  • Connettersi con il proprio account Facebook attraverso l’applicazione dell’iPhone
  • Condividere le proprie esperienze con i propri amici che usano la stessa applicazione
  • Condividere le informazioni utente sull’applicazione

Alcuni sviluppatori hanno realizzato dei propri metodi di integrazione con Facebook. Tuttavia, con Facebook Connect per iPhone, gli sviluppatori possono integrare i servizi di Facebook con solo poche righe di codice Objective-C.

Facebook inoltre afferma che giochi come Agency Wars, Binary Game, iBowl, Live Poker, Tap Tap Revenge 2, Urbanspoon, Who Has the Biggest Brain? e Whrrl hanno già realizzato delle versioni che integrano  Facebook Connect per iPhone.

Uno dei giochi più emozionanti che integrano Facebook si chiama Agency Wars, un gioco che utilizza la Geolocalizzazione per lasciare indizi e impostare le trappole in determinati luoghi del mondo reale. Reclutare amici per la vostra agenzia di spionaggio, o giocare contro di loro per “assassinarli.”

fbconnectiphone7

Un’altra applicazione che utilizza  Facebook Connect è Urbanspoon che consente agli utenti di postare immagini e recensioni sui feed di Facebook. Il livello di integrazione con Facebook dipende dallo sviluppatore, ma penso che inserire elementi sociali in un applicazione contribuisca al buon inserimento tra gli utenti.


Facebook

È il fenomeno del momento, il social network più popolare, l’affare più ambito. Per chi ancora non lo conosce, un invito guidato alla prova di quest’applicazione online all’avanguardia .

Fino a qualche mese fa era noto soltanto all’interno delle fraternity e sorority dei college americani. Poi è arrivato in Europa, passando per le onuste facoltà di Oxford e Cambridge. Adesso Facebook, il social network nato nel 2004 dall’idea di alcuni studenti di Harvard, è uno dei siti più visitati e utilizzati anche in Italia. Inizialmente più ristretto rispetto a MySpace (l’iscrizione era riservata solo a chi fosse iscritto a una facoltà universitaria), Facebook si è guadagnato sul campo la nomea di rete sociale più seria e adulta rispetto ad altri sistemi concorrenti. Gli studenti americani, a quanto pare, lo vedono come parte integrante imprescindibile della loro vita sociale, in facoltà e fuori: su Facebook si organizzano feste, si discute, si creano amicizie e amori tra studenti anche fisicamente lontani.

Non è un caso, insomma, se Microsoft ha deciso recentemente di acquistare una piccola quota di Facebook. A quanto pare, il futuro del social network è tutto lì, nascosto tra i 42 milioni di pagine personali, e nemmeno il più folle degli investitori si lascerebbe sfuggire un tale bottino di “capitale umano”. Ma a che cosa serve Facebook? La risposta è più o meno sempre la stessa: aggregazione, condivisione di contenuti, creazione e mantenimento di relazioni eccetera. Bisogna provarlo, per poi decidere se abbandonare il proprio profilo al suo destino o visitarlo almeno sporadicamente per aggiornarlo (e aggiornarsi su quello degli amici).

La pagina iniziale di Facebook è spartana e a prima vista poco accattivante. Spiega alcune delle possibilità del network, da cui si può capire al volo che siamo di fronte ad una rete sociale più generica e globale, rispetto ai possibili contenuti, di Last.fm, Flickr o Anobii. In effetti (lo si vedrà nel dettaglio realizzando il proprio profilo personale) Facebook ingloba, in un certo senso, tutti i possibili social network affiancando interessi musicali, fotografici e bibliografici.