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Google

GooglePlus inviti disponibili su multimediart

google plusGooglePlus il nuovo progetto di social network di google sta facendo impazzire di curiosità moltitudini di persone online. Google tenta nuovamente la sfida a Facebook.
GooglePlus è disponibile solo su invito, (chi fosse interessato alla fine del post spiego come chiedere l’invito).
Entrato in Google+ ci si rende immediatamente conto di come sia curata l’interfaccia, ovviamente minimale in pieno stile google, leggera, fresca e veramente funzionale. Molto simile all’interfaccia di Facebook, ma sicuramente piu’ moderna, fluida e con la possibilità di condividere qualsiasi contenuto, in maniera rapida e veloce con la cerchia di persone categorizzate secondo le proprie necessità relazionali, ed è questa la differenza sostanziale che si nota subito rispetto Facebook dove di default condividiamo tutto con tutti. Su Facebook categorizzare la condivisione dei contenuti secondo gruppi di amici è macchinoso, poco intuitivo e qualche volta ci vuole veramente molta pazienza.
Su GooglePlus non appena si aggiunge un nuovo contatto siamo invitati ad inserire tale contatto in un gruppo specifico di contatti, Amici, Famiglia, Lavoro, Conoscenti ecc. Spostare gli amici da un gruppo all’atro è veramente semplice, basta trascinare il contatto da un cerchio all’altro e a dir la verità è quasi divertente.
Altra grande differenza rispetto Facebook è che l’amicizia può non essere reciproca, ovvero si può essere aggiunti alla cerchia di alcune persone che vogliono ricevere le mie condivisioni ma non per forza si devono aggiungere tali persone alla propria cerchia e ricevere i loro post, link e foto. Dopo aver aggiunto un po’ di amici, si può iniziare la condivisione di elementi.
Comunque non mi dilungo oltre, provatelo…. e credo questa volta che Facebook tremi veramente.
Chi fosse iteressao all’invito a Google Plus, lasci la mail Gmail in un commento qui sotto (basta solo la parte alla sinistra della chiocciola ovvimente non la mailnon sarà utillizzate per nessun altro scopo)
sarei inoltre grato a tutti se premete il tasto Mi piace e sul tasto +1

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Gianfranco Toninelli


Fuori lo Spam: Google aggiorna l’algoritmo di ricerca

google aggiorna algoritmo
Google da notizia in questi giorni di aver messo online un corposo aggiornamento del propio algoritmo di ricerca.

Dal Blog ufficiale di Google si legge:
” Il nostro obiettivo è semplice: dare alla gente le risposte più pertinenti alle loro domande il più velocemente possibile. Ciò richiede una costante sintonizzazione dei nostri algoritmi”.

Insomma ancora una volta google aggiorna i proprio algoritmi per migliorare la vita alle persone… forse si forse no ovviamente dipende per essere super retorico dai punti di vista.

L’aggiornamento sempre secondo quanto dicono a google, avrà ripercussioni sul circa l’11% dei risultati di ricerca (l’aggionamento per adesso è operativo solo negli USA) e non è certo poco.

Il restyling dell’algoritmo, è progettato per penalizzare nelle classifiche di ricerca i contenuti web di bassa qualità di quei siti che sono di scarso valore contenutistico per gli utenti; chissà quali saranno i fantomatici parametri con i quali lo spider di google stabilirà “lo scarso valore del contenuto”.

Google ha messo online sempre in questi giorni un’estenzione per Crhome, Personal Blocklist, con la quale è possibile bloccare siti web dai propri risultati di ricerca; le scelte fatte dall’utente possono essere comunicate a google; è ovvio che google utilizzerà questi dati per il nuovo algoritmo.

Ad ogni modo oltre agli utenti google nella sua enorme magnanimità pensa anche ai soldi e alle relazioni con i grossi soggetti produttori di contenuti; il New York Times è entrato ormai di fatto su internet con i propri contenuti a pagamento, e certamente l’aggiornamento dell’algoritmo, in ottica di eliminare contenuti duplicati, non farà che piacere Al NYT.

Altri grandi siti americani aggregatori di notizie, tremano di fronte a questa notizia; siti che pubblicano in automatico articoli sul web grazie a robots che grbbano contenuti di altri siti e li rimiscelano, rischiano seriamente di sparire; e parliamo di siti con miglioni di pagine viste al giorno, e itroiti pubblicitari di notevoli dimensioni.

Altri siti lamentano il fatto nonostante i loro contenuti siano originali e scritti da redattori umani, di essere già stati penalizzati fortementi nei risultati di ricerca di google.

Tale modifica dell’algoritmo potrebbe in qualche modo convogliare traffico verso siti social oriented come twitter e Facebook? probabilmente come sempre l’algoritmo colpirà non solo lo spam su google ma come detto sopra anche siti che spam non sono… quindi perchè non studiare novi metodi per generare traffico verso il proprio sito con altre realtà che non siano Google?

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Gianfranco Toninelli


L’Europa contro Google

Manipolati i risultati di ricerca per sfavorire i concorrenti di Google, questa l’accusa dell’Antitrust della Comunità Europea nei confronti di Big G.

L’ Antitrust accusa Google di aver manomesso i risultati (SERP) offerti dal suo motore di ricerca per ostacolare rivali e in alcuni casi bloccare advertising che si porrebbero in concorrenza con i suoi servizi. Le denunce della britannica Foundem, della francese Ejustice.fr e Ciao di Bing sono dunque state prese in considerazione.

Secondo la Commissione Europea la questione è’ “prioritaria”. Dando per scontato il dominio del settore da parte del motore di ricerca (rappresenta il 90 per cento del mercato) e la conseguente posizione dominante, quello che il regolatore vuole scongiurare è che Mountain View ne abusi.

Bruxelles si concentrerà in particolare sulle politiche adottate da Mountain View per quanto riguarda il suo servizio di advertising (ADWORDS) e il ranking di servizi comparabili al suo motore di ricerca.

La situazione messa in luce dall’accusa è quella dei motori di ricerca verticali che Google considererebbe meno validi in quanto provvedono a ripubblicare contenuti di altri, e ne declasserebbe dunque il valore nel mostrarli fra i risultati: tuttavia i siti coinvolti trovano proprio nel recupero di contenuti altrui, e nella riorganizzazione di questi contenuti su base tematica o per comparazione prezzi, la loro utilità per gli utenti.

Big G ha rende noto di voler collaborare con le autorità: “C’è sempre spazio per i miglioramenti e per questo lavoreremo con la Commissione per risolvere qualsiasi dubbio”.
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Attacco simultaneo a Facebook, Twitter e Google

attacco hacker facebookDalle 19,30 circa alle 23.10 di ieri – giovedì 23 settembre 2010 – Facebook ha avuto un incredibile down che ha riguardato tutto il mondo. In un commento al post di ieri tale “info” afferma che il problema era circoscritto all’Italia a causa del down dei DNS di Telecom Italia.
Personalmente mi sento di smentire che il crash di Facebook sia rimasto circoscritto all’Italia,  da Londra amici mi riferivano l’impossibilità di raggiungere facebook, stessa zuppa mi veniva riferita da New York e da Pechino, con problemi rivelati anche per collegarsi a Twitter e a svariati servizi di google e Yahoo.
Senza dubbi il più grande momento di down degli ultimi quattro anni dei colossi americani di Internet, ma è  Facebook il soggetto maggiormente colpito dal Down, durato quasi tre ore su tutto il paineta

Service Unavailable DNS Failure questo cio’ che succedeva provando a collegarsi al social network

Ad ogni modo da giorni si intuiva che ci fossero dei problemi. Il social network di Zuckerberg era lento – a volta in maniera sicuramente imbarazzante – faticava a compiere le più semplici operazioni, e già qualche giorno fa avevamo assistito ad un simile Facebook down, sebbene di durata decisamente inferiore.

Il down di Facebook ha fatto si che centinaia di migliaia di utenti, si sono dati appuntamento su Twitter che poco prima  si trovava di fornte agli stessi problemi di FB, anche se solo per una ventina di minuti.  Sono iniziate a circolare  notizie di cio’ che stava succedendo, in molti hanno parlato di attacco ai server del socialnetwork, altri hanno fatto del buon umorismo sull’accaduto .

Messaggi molto divertenti sulle possibili conseguenze del Facebook Down – ad esempio:  Breaking News: Facebook salta, cresce la produttivita’ lavorativa. Gli Usa escono dalla recessione –
Breaking News: Facebook salta a causa di un’esplosione di rifiuti di letame a Farmville.

Finalmente stamani Robert Johnson – ingegnere responsabile software di Facebook – con una dichiarazione se vogliamo in Technocrese puro, che il problema è dipeso dal sistema automatico che Facebook usa per controllare i valori di configurazione non validi nella cache del suo database. In sostanza, tutti i browser degli utenti Facebook leggevano un valore errato e cercavano di correggerlo consultando il database di Facebook… Contemporaneamente.
Il social network è stato letteralmente subissato dalle richieste e non ha retto all’impatto. Il sistema è andato in loop e – a quel punto – l’estrema ratio è stata chiudere il sito e lasciarlo nelle mani dei tecnici per la “riparazione”.
Se fosse veramente andata cosi’…. probabilmente qualcuno oggi non ha trovato la sua postazione di lavoro nella sede centrale di Facebook.

Altre fonti, con le quali sinceramente mi trovo piu’ d’accordo, parlano di un attacco hacker incrociato di nuova generazione, prima d’ora mai visto ai principali colossi della rete mondiale, partito probabilmente dal Sud America, (ma si parla anche di Cina) cominciato alle 19.30 di ieri ora di Roma. Infatti non è stato solo FB ad avere Down, il primo a cadere sotto l’incudine dei pirati informatici è stato Twitter, anche se il problema è stato relativo e circoscritto a parte degli Usa. L’assalto a suon di trojan, script e virus di altissima generazione ha raggiunto l’apice quindici minuti più tardi mandando ko Google, Yahoo e il l’impenetrabile Facebook.
E’ la prima volta nella storia che il colosso di Mountain View subisce un down così duraturo, analoghe considerazioni possone essere fatte anche per Yahoo e tutti i servizi legati alla sua piattaforma.

Secondo informazioni provenienti da diverse città italiane e estere, ci sarebbe stato un attacco ai server che gestiscono la rete mondiale della comunicazione su Internet, e Facebook è stato il soggetto maggiormente colpito.


Google vs Vietnam

Il Vietnam confinante con il Gigante cinese, sembra condividere oltre ai confini geografici anche le politiche contro Google messe in atto dalla Cina.  Oggi, un portavoce di Google di fronte alla domanda se vari utenti vietnamiti
si sono trovati i pc infettati da malware per motivi politici, non ha risposto.  L’altra settimana google ha dichiarato
che “macchine infette” sarebbero state usate per spiare i proprietari,  e allo stesso tempo utilizzarle per attacchi DDoS contro blog con contenuti di dissenso verso il Governo Cinese.

Ma secondo il portavoce del Ministero degli Affari Esteri del Vietnam, Nguyen Phuong Nga le affermazioni di Google
sarebbero farneticanti.

Botta e risposte fra Google e governi filo cinesi quindi, e la tensione sembra oltretutto salire, da quando Big G ha deciso
di non rispettare la censura imposta da Pechino riguardo i risultati di ricerca utilizzando i server di Taiwan per aggirare il blocco cinese.

Vediamo come si evolverà la situazione, e come risponderà Google alle sempre maggiori pressione che i governi
Filocinesi stanno da qualche tempo effetuando.


Google entra nella banda larga: connessioni in fibra ottica da 1 gigabit al secondo

Rumor in rete sull’interessamento di Google alla banda larga giravano da tempo, ma con l’annuncio dal suo blog Big G rende ufficiale l’ingresso nel mondo delle connessioni in fibra ottica.

“Forniremo connessioni internet a una velocità oltre 100 volte maggiore rispetto a quelle attuali”. Questo l’annuncio dato,  un passo destinato a portare scompiglio nel mercato degli internet service provider.

Continuano da Mountain View Minnie Ingersoll e James Kelly, product manager di Google : “Stiamo progettando di costruire e testare una serie di reti broadband ultra-veloci in un limitato numero di località negli Stati Uniti”. “Forniremo connessioni in fibra ottica da 1 gigabit al secondo. Vogliamo offrire il servizio a prezzi competitivi e pensiamo di raggiungere fino a 500 mila persone”.

Google aveva dichiarato circa un anno fa,  che connessioni molto più veloci di quelle attuali sarebbero state fondamentali per sviluppare applicazioni di nuova generazione. Ingersoll e Kelly confermano che uno degli obiettivi della sperimentazione sarà capire quello che sviluppatori e utenti possono fare quando hanno a disposizione connessioni super. “Immaginate di poter scaricare un intero film in alta definizione in meno di cinque minuti. O di poter collaborare con compagni di classe sparsi per il mondo mentre guardate una lezione universitaria in 3d”, si legge nel post. “Un accesso a internet ultra-veloce potrà rendere possibili queste e altre cose simili”.

In pieno stile Google,  promette che la sua rete in fibra ottica “sarà gestita in maniera aperta, non discriminatoria e trasparente”.  L’ingresso annunciato da” Big G” nel mercato banda larga sicuramente creerà polemiche tra chi ritiene che l’azienda di Larry Page e Sergey Brin stia assumendo un peso eccessivo in troppi settori, dalla comunicazione, alla telefonia, alla pubblicità.  Anche anche i grandi provider statunitensi, sicuramente impensieriti dalla comparsa di un nuovo concorrente che sul mercato vale oltre 140 miliardi di dollari, non tarderanno a far sentire la propria voce.

La nuova iniziativa si baserà anche sull’esperienza della copertura wi-fi di Mountain View, la località californiana che ospita il quartier generale di Google e che, per questo motivo, gode di accesso a internet gratuito in mobilità per tutti. L’azienda spera di trovare anche nuovi sistemi di produrre e posare i cavi in fibra ottica, condividendo i risultati con industria e ricercatori. Come primo passo, Google ha creato una pagina nella quale le comunità interessate alla sperimentazione potranno farsi avanti, chiedere informazioni e dare consigli.

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Google Buzz

Ieri Google ha annunciato il lancio di un nuovo servizio chiamato Buzz;
Buzz è uno strumento per condividere materiali fra utenti e organizzare al meglio
la loro “esperienza sociale”.

Continua quindi la corsa di google nel mondo dei social network e contrastare i “l’attacco” di Facebook e Twitter
a Gmail.

Possiamo definire Google Buzz G-mail potenziata, infatti se vi loggate sul vostro account
gmail, troverete una nuova linguetta “Buzz” nel menu di sinistra subito dopo la linguetta “In Box”.
Gli utenti grazie a Buzz potranno veder comparire qualsiasi contenuto che è condiviso dai propri contatti di posta elettronica e chat.
Come avviene con Facebook,  quindi,  possiamo pubblicare link, testi e fotografie prese dal web, video estrapolati da YouTube o messaggi inviati su Twitter.
Inoltre, per ogni contenuto l’utente puo’ decidere se condividerlo con tutti o soltanto con i propri contatti.

Buzz è collegato con la casella “posta in arrivo” di G-mail che si aggiornerà quando altri utenti commentano o replicano a un contenuto pubblicato dal proprietario della posta elettronica.
Google segnalerà poi le discussioni considerate più popolari, anche se il loro autore non fa parte del gruppo di contatti.

Big G quindi riprova ad affermarsi nel mondo dei social network; riprova perchè nel 2004 lancia Ortuk, social network diffuso soprattutto in Brasile e India, ma snobbato dagli americani.
Continua poi la sua corsa con Sidewiki, funzionalità che permette di inserire commenti su qualunque pagina in rete,
oltrepassando i “moderatori” ed infine Google Friend Connect, il competitor di Facebook Connect.

La mossa di Google con il lancio di G-mail Buzz ha come scopo il cercare di invertire la tendenza che vede la posta elettronica sempre meno usata, specie da alcune fasce di utenti, che si servono ormai per comunicare dei social network. Secondo una recente indagine Nielsen, infatti, le persone che popolano le reti sociali hanno superato quelle che usano le e-mail di diversi milioni.

Intanto, secondo indiscrezioni, sembrerebbe che Facebook si stia preparando per disturbare G-mail.
Il popolare social network, infatti, sembra che vuole trasformare il suo sistema di messaggistica in un vero e proprio
servizio e-mail. Il progetto dovrebbe chiamarsi “Titan”.
Intanto si attendono da Mountain View affermazioni ufficiali su Buzz. E, se e quando arriveranno, si potrà dichiarare
aperta ufficialmente la “guerra” anche tra Google e Facebook.

Di seguito il video
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Google presente il proprio tablet

Con il tocco di un dito si apre la posta elettronica di Gmail; contemporaneamente con  la mano destra facciamo partire la navigazione in rete, salva fotografie e organizza le finestre all’interno dello schermo. iPad di Apple?
No… stavolta sono quei bravi ragazzi di Mountain View a parlare di quello che  Google potrebbe presto presentare, e che si pone come valida alternativa alla “tavoletta elettronica” sensibile al tatto appena lanciata da Apple. Continua quindi la saga della “guerra” tra Google e Apple, dopo il lancio di Android, il sistema operativo per cellulari avversario dell’iPhone.

La notizia è stata pubblicata senza fare troppo rumore sul blog di Google dedicato allo sviluppo del sistema operativo Chrome addirittura due giorni prima della presentazione, in pompa magna, dell’iPad di Apple. Ma solo da qualche ora ha iniziato a fare il giro del mondo. Google, secondo le poche informazioni ufficiali affiancate da alcune foto e da un video di quaranta secondi, starebbe pensando dunque a un tablet che potrebbe avere uno schermo grande tra i 5 e i 10 pollici, potrebbe supportare i gesti delle mani (quei movimenti delle dita che permettono, ad esempio, di fare lo zoom su una foto o andare avanti o indietro mentre si naviga in rete) e potrebbe avere un’interfaccia intuitiva con menu unificati che permettono, attraverso una grafica accattivante, di lanciare con pochi gesti una ricerca su internet, la consultazione delle ultime notizie, la posta elettronica o una pagina bianca su cui scrivere.

Ma la novità più grande potrebbe essere il “multitasking”, ovvero quella caratteristica tipica dei computer – ma non presente nell’iPhone e molto probabilmente neanche nell’iPad – che permette di lanciare diverse applicazioni nello stesso momento, navigando su internet e prendendo appunti, ad esempio, o consultando la posta elettronica mentre si guardano le foto dell’ultima vacanza e si ascolta musica.

Oltre a una gran velocità e alla fluidità di movimento, nel video si notano anche una grande tastiera virtuale, che l’utente può spostare o ridimensionare a proprio piacimento all’interno dello schermo, e barre di navigazione Web poste in luoghi insoliti, come il bordo sinistro dell’apparecchio. E c’è già chi scommette che il nuovo tablet potrebbe essere equipaggiato con tutte quelle funzioni che moltissimi utenti lamentano come mancanti nell’iPad: dal multitasking, di cui abbiamo già parlato, al supporto alle applicazioni Web in Flash; dalla foto-videocamera a un’entrata Usb (che manca su Ipad) e quindi a sistema di gestione dei file; dalla possibilità di poter mostrare video in qualità Full Hd e l’ormai fondamentale un’uscita Hdmi compatibile con i più moderni schermi televisivi.

Google, considerato il clamore che la notizia ha avuto, si è affrettata a spiegare che l’interfaccia grafica mostrata è solamente un “concept”, un’idea, e che il design è soggetto a cambiamenti: si tratta, infatti, di un primo prototipo che ancora non esiste nella realtà. Ma sono in molti a pensare che il video e le foto sono stati diffusi per far parlare di sé, un buon viral quindi, soprattutto tra gli appassionati del settore e nelle fila degli scontenti dell’iPad. “L’interfaccia grafica – spiegano da Mountain View- è ancora in fase di sviluppo e continuerà a evolvere fino a quando non determineremo quale sarà più intuitiva e funzionale per i nostri utenti”.

Secondo numerosi analisti il progetto resterà però sulla carta almeno per un altro po’ di tempo, probabilmente per studiare una vera e propria controffensiva al lancio di iPad, che in Italia dovrebbe arrivare a fine marzo. La notizia è stata anche confermata da Anthony Petts, direttore marketing di Htc per Australia e Nuova Zelanda, con cui Google potrebbe allearsi per la fabbricazione del prodotto: la progettazione sarebbe in fase avanzata, ma attualmente “si è fermata”. Altri segnali arrivano anche da ambienti editoriali secondo cui molto presto, oltre ad Apple, un nuovo “gigante” potrebbe affiancare i lettori di e-book e quindi fare competizione al “Kindle” di Amazon.

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Pompei su Street View

pompeiIl Ministero dei Beni Culturali italiano e Google, hanno stretto un accordo di collaborazione grazie al quale da poche ore è possibile, su Street View, effettuare una passeggiata virtuale tra le vie di Pompei.
Pompei fu sepolta nel giro di poche ore da una eruzione vulcanica nel 79 d.C., questo evento ne preservò nel tempo le bellezze architettoniche, venute alla luce nel 18° secolo.
La possibilità offerta dai nuovi strumenti come Street View (compreso in Google Maps), ha un enorme valore per la promozione turistica nel mondo, cosi come affermato da Mario Resca, responsabile della valorizzazione culturale del MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali).

Street View permette ora di effettuare un tour all’altezza delle strade di Pompei, si possono visitare gli scavi ed i resti delle ville romane. L’iniziativa potrebbe incrementare le visite reali da parte dei turisti italiani e stranieri.


Google Wave

Google lancia Wave, la piattaforma che permette a gruppi di utenti l’utilizzo di E-mail , messaggistica istantanea,  documenti di lavoro, foto e mappe.

Il progetto Wave,  è stato presentato alla conferenza degli sviluppatori di Google e ancora in fase di creazione, Wave consentirà a singoli gruppi di utenti di comunicare e collaborare. I membri potranno scriversi in tempo reale, condividere mappe, foto, video e documenti di testo su uno spazio unico e comune.

Per dare vita a un gruppo, un utente creerà un’onda (wave), ossia un messaggio iniziale indirizzato ad altre persone, che lo riceveranno immediatamente e potranno modificarlo e integrarlo, seguendo in tempo reale i cambiamenti apportati dagli altri membri. Come un’onda, quindi, la comunicazione continua a muoversi, mutando e ingrandendosi a ogni passaggio.

Pensato come strumento sia per le reti sociali che per l’utenza professionale, Wave integrerà le applicazioni di Google, come Gmail, Maps e Calendar. Per fissare un appuntamento, per esempio, l’utente da questo ambiente di comunicazione potrà inviare una e-mail, allegando una mappa con il luogo del ritrovo e un promemoria che il ricevente inserirà automaticamente o meno nel proprio calendario elettronico.


Google integra Google News a Youtube

Continua la corsa del piu’ popolare motore di ricerca della rete all’aggiornamento di servizi offerti agli utenti,
ed ecco che Google integra il popolare Google News con con YouTube. E’ questione di giorni, poi vedremo a fianco delle notizie i video di YouTube che fanno riferimento all’argomento ricercato.

Se c’è un video disponibile per una determinata notizia, verrà visualizzata un’icona di YouTube sotto il frammento della notizia: cliccando su di essa verrà reso visibile il video di Youtube.
Ad oggi la funzione non è completamente attiva, e solo il 5-10% di tutte le notizia presenta un video allegato.
Sono molte le speculazioni sul fatto che Google stia continuando a rendere sempre più potente il suo servizio di News:
secondo CNET questa nuova funzione potrebbe essere un modo per attrarre i media e generare nuovi flussi di entrate per YouTube.
Comunque i fatti parlano chiaro, grazie a questa nuova caratteristica, Google News si avvicina sempre di più ad una vera e propria televisione online.


Google lancia il nuovo Profiles

Google lancia un servizio per condividere profili con foto e informazioni personali sul web. E il motore di ricerca si trasforma in un enorme social network.
Il motore di ricerca lancia Profiles, permette agli utenti di costruire un profilo personalizzato molto simile a quello del famosissimo social network Facebook. Per crearlo, basta segnarsi all’indirizzo www. google. com/profiles, e inserire le proprie informazioni: non solo nome e cognome, ma anche dati personali, foto, mappe personalizzate e link preferiti. Inoltre, è possibile – proprio come accade in Facebook – scegliere a quale dei propri contatti mostrare il contenuto inserito. Il profilo verrà poi indicizzato dal motore, e basterà digitare nome e cognome su Google per vedere il profilo ai primi posti nella lista dei risultati.

“Un profilo su Google – annuncia nel comunicato di presentazione il motore di ricerca – è semplicemente il modo in cui si rappresenta se stessi sula rete. Grazie al nuovo Profiles, gi utenti possono far sapere a chiunque usi Google chi sono e cosa fanno. E hanno il controllo sulla quantità di informazioni che vogliono condividere”.


Google Adsense e DoubleClick DART

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